martedì 10 gennaio 2017

La prima volta che Baggio tornò a Firenze

Di Fabio Caravello

Ci ha fatto un certo effetto rivedere Roberto Baggio a Firenze oggi. "Da quando Baggio non gioca più, non è più Domenica" canta Cesare Cremonini in un suo celebre brano divenuto tale forse, anche proprio per questa frase. Come non condividere il pensiero del cantautore bolognese, in un'epoca in cui il calcio ha subito un cambiamento mostruoso ed il 99% dei ragazzini impazzisce o per Messi o per Cristiano Ronaldo. C'è stato un tempo in cui i migliori calciatori del mondo calcavano i campi della nostra Serie A, molti di loro erano italiani e tutto il mondo ce li invidiava, uno su tutti: Roberto Baggio.
Non riuscirà mai a conquistare un mondiale, complice un maledettissimo rigore sbagliato nella finale del 1994 contro il Brasile, il suo rimpianto più grande probabilmente.
L'altro rigore che non avrebbe mai voluto tirare invece, Baggio non l'ha effettivamente mai tirato: è il 6 Aprile del 1991, Roby torna per la prima volta da ex a Firenze dopo un addio al veleno con i tifosi che in estate si sono sentiti pugnalati al cuore quando il loro numero 10 ha deciso di andare ai rivali della Juventus. Il destino è beffardo si sa e così al 50' con la Fiorentina in vantaggio per 1-0, Baggio viene atterrato in area di rigore dal portiere viola Marreggini: è rigore e il rigorista della squadra teoricamente è lui, invece no. Sul dischetto si presenta Luigi De Agostini e sbaglia. Su quel rigore non calciato nasceranno due diverse versioni: una secondo la quale Baggio in settimana avrebbe detto a Maifredi di non voler tirare eventuali rigori perchè il portiere della Fiorentina lo conosce bene, un'altra teoria è invece quella che Roby non se la sentiva di creare un'ulteriore ferita al pubblico viola segnandogli contro. La verità ad oltre 20 anni di distanza non ci è dato saperla e forse è meglio così, il bello del calcio risiede anche nelle sue favole mai del tutto svelate.
In quella Domenica di quell'ormai lontano 1991 comunque, l'incubo del divin codino termina al 64' quando lascia il rettangolo di gioco sostituito da Angelo Alessio, altra immagine simbolo di quella giornata Roby che si china e raccoglie una sciarpa della Fiorentina da terra, si conclude così la partita che non avrebbe mai voluto giocare.


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